TORINO – LIONE: COSTI E TEMPI ALLE STELLE

20260119 – Il 23 settembre 2024 scrivevamo che: “la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen aveva inviato il 17 settembre 2024 al Commissario ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas una Lettera di Missione nella quale gli era intimato a pagina 5 di: “garantire la costruzione dei corridoi di trasporto trans-europei TEN-T mancanti entro il 2030 attraverso l’uso ottimale del Meccanismo per collegare l’Europa (CEF), per sostenere reti transeuropee ad alte prestazioni, sostenibili e interconnesse, che raggiungano i Paesi a noi vicini, ad esempio l’Ucraina.

Scrivendo quella lettera la Presidente von der Leyen dimenticava che il promotore TELT aveva annunciato pubblicamente che il progetto faro Torino-Lione sarebbe stato inaugurato nel 2033. 

Dopo 16 mesi da quella lettera, la Corte dei conti europea rende pubbliche le sue critiche attraverso  la Relazione Speciale 02/2026 su otto infrastrutture di trasporto dell’UE, critiche da noi da tempo segnalate.

Qui alcune “citazioni” e commenti.

Circa i costi: “La stima più recente dei costi totali di tutte le otto IFT (Infrastrutture Faro di Trasporto) ammonta attualmente a quasi il doppio di quella iniziale. Negli ultimi cinque anni, per tutte le IFT l’incremento supplementare dei costi è stato del 24% al netto dell’inflazione. Ciò è dovuto principalmente dal forte aumento dei costi per due IFT: la Rail Baltica (riquadro 1) e il collegamento ferroviario Lione-Torino.”

L’analisi comparativa dei costi indicati dalla Corte è fatta re-indicizzando i valori al 2019 con il deflattore dei prezzi della banca dati AMECO.

Per la Torino-Lione la Corte indica queste stime di costo e di aumento: € 5,2 Mld (costo iniziale, galleria a canna singola, non confrontabile con il progetto attuale), € 9,6, stima più recente (+23% su costo iniziale) e € 11,8 Mld, stima rivista (+127% su costo iniziale).

Se invece confrontiamo il costo di € 14,7 Mld (costo a valuta corrente, vedi la comunicazione del vice ministro Edoardo Rixi del 13 marzo 2025), e l’importo certificato nel 2015 di € 8,6 Mld, cfr. queste Note QUI e QUI, la % di aumento per un’opera a due canne risulterebbe ad oggi del 71%.

Circa i tempi e i ritardi: “Il termine del 2030 per il completamento della rete centrale non sarà rispettato a causa di ulteriori ritardi.”

Per la Torino-Lione la Corte segnala un ritardo di 18 anni (dal 2015 al 2033), ma sarà senz’altro maggiore.

Segnaliamo a questo proposito che la Corte, in relazione alla sua affermazione “la scadenza del 2030 non sarà rispettata”, nulla dice della causa dei futuri ritardi dovuti alla scarsezza dei fondi a disposizione della UE per le IFT.

Per la Torino-Lione è probabile che l’inaugurazione possa slittare agli anni 80 di questo secolo.

La Commissione ha tuttavia comunicato alla Corte che nessuna procedura di cui all’articolo 56 (cfr. nota in basso) è stata applicata per le IFT incluse nel presente aggiornamento. Questo porta ad immaginare che CINEA,  l’agenzia esecutiva della Commissione incaricata della gestione e verifica dell’uso delle sovvenzioni dell’UE, ha accettato le ragioni dei promotori (TELT)  e non ha ritenuto di sanzionare questi ritardi.

Per la maggior parte delle IFT, la situazione si è ulteriormente aggravata rispetto a quella descritta nella precedente Relazione speciale 10/20 della Corte. La data ufficiale di completamento di tre IFT (la galleria di base del Brennero, il collegamento fisso Lione-Torino e il canale Senna-Nord Europa) è ora prevista per oltre il 2030, il che significa che il termine per l’ultimazione della rete centrale TEN-T dell’UE, fissato per il 2030, non sarà rispettato.”

Tuttavia, mentre la Corte ha “analizzato informazioni di dominio pubblico”, non ha svolto “né visite in loco” né ha tenuto “colloqui con i responsabili dei progetti o i portatori di interessi” che avrebbero potuto offrire altre valutazioni sulle cause e identificare le responsabilità dei ritardi.

La relazione speciale riporta anche la Risposta della Commissione europea alla Corte che, con una brevissima relazione, allontana da sé le critiche al suo operato.

La Commissione europea conclude la sua contro-relazione affermando con sicurezza che “prevede che molti dei progetti TEN-T in questione saranno completati entro il 2030 o poco dopo“.

La Commissione indica queste cause dei ritardi e dei maggiori costi, e le sue valutazioni per il futuro:

“- Il regolamento TEN-T 2024 amplia le capacità di controllo della Commissione estendendo l’ambito di applicazione degli atti di esecuzione, che precedentemente comprendeva le sole tratte transfrontaliere, a ciascuno dei nove corridoi di trasporto europei.  Ciò migliora la pianificazione e l’esecuzione dei progetti affrontando problemi fondamentali di coordinamento transfrontaliero con il fine ultimo di completare i progetti nei tempi previsti. Il nuovo regolamento TEN-T prevede inoltre un obbligo rafforzato per gli Stati membri di allineare i rispettivi piani nazionali in materia di trasporti e di investimenti agli obiettivi TEN-T.

- Gravi shock esterni, in particolare la pandemia di COVID-19 e la guerra di aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina, hanno influito pesantemente su tempistiche dei progetti, catene di approvvigionamento, capacità di costruzione, disponibilità di manodopera e costo dei materiali. La Commissione ritiene che tali fattori siano essenziali per comprendere appieno il contesto in cui si sono verificati gli aumenti dei costi e i ritardi.

La revisione del 2024 del regolamento TEN-T ha anche introdotto nuovi requisiti dell’infrastruttura e aggiornato quelli esistenti, con conseguenze sulla portata dei progetti. Ha inoltre introdotto elementi chiave per l’integrazione della mobilità militare nella politica europea in materia di trasporti, dando il via alla trasformazione della rete transeuropea dei trasporti in una rete in larga misura a duplice uso.

A tale riguardo sono fondamentali strumenti quali il meccanismo per collegare l’Europa (MCE3) nell’ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP) 2028-2034. Garantire finanziamenti adeguati e prevedibili è essenziale per consentire la pianificazione strategica, continuare a compiere progressi e sostenere l’attuazione coordinata delle principali infrastrutture in tutta l’Unione.

Secondo la Commissione i ritardi dovrebbero essere stimati rispetto all’anno 2030, termine legale fissato dal regolamento TEN-T per il completamento della rete centrale TEN-T.”

NOTA – Regolamento TEN-T (UE) N. 1315/2013  – Articolo 56 Ritardi nel completamento della rete centrale
In caso di significativo ritardo nell’avvio o nel completamento dei lavori attinenti alla rete centrale, la Commissione può chiedere agli Stati membri interessati di spiegare le ragioni di tale ritardo. Gli Stati membri forniscono le ragioni del ritardo entro tre mesi. Sulla base della risposta fornita, la Commissione consulta gli Stati membri interessati al fine di risolvere il problema che ha causato il ritardo.

ECA: Nota informativa su questo Rapporto

ECA: Fatti & Constatazioni principali

PresidioEuropa: Torino-Lione, manca la chiarezza e la trasparenza su questo progetto