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Abbiamo tradotto questo articolo molto informativo: Auvergne-Rhône-Alpes — Lione e regione, lunedì 20 luglio 2026 

Torino-Lione: 244 metri in 10 mesi, la talpa meccanica Viviana – lanciata in cantiere il primo aprile 2025 – è lontana dai suoi obbiettivi – Al fondo Viviana vista da TELT

Viviana non avanza. O molto poco. Secondo documenti consultati dal quotidiano Le Progrès, la fresa meccanica ha percorso meno di 250 metri dal 17 settembre 2025. L’enorme macchina, la cui testa di scavo misura 10 metri di diametro, deve scavare circa 8,6 chilometri del tubo nord tra Saint-Martin-de-la-Porte e La Praz, a ovest del cantiere. A 600 metri sotto la montagna, Viviana, questa gigantesca macchina, sembra trovarsi in cattive acque. In una decina di mesi la talpa ha percorso circa 244 metri in direzione dell’Italia. Ciò corrisponde a una media di circa 80 centimetri al giorno, mentre dovrebbe scavare tra i 10 e i 15 metri al giorno. Secondo le nostre informazioni, gli operai iniettano schiume sulla enorme testa di scavo, larga dieci metri, per permetterle di avanzare, ma la macchina resta ingolfata. «Si è impantanata nel fango», riassume un oppositore del cantiere.

Il settore interessato è noto da tempo per la sua complessità

TELT (Tunnel Euralpin Lyon Turin) non nega lo scarso avanzamento del colosso, ma il committente ridimensiona la questione. A giugno la spiegava con operazioni tecniche di cablaggio e di allestimento dei vagoni posteriori, assicurando che la fresa avanzava a un ritmo di 7-8 metri al giorno. Interpellata di nuovo il 17 luglio 2026, la società assicura che tutto è sotto controllo. «La fresa ha avanzato di circa 200 metri nel corso dei suoi primi due mesi, quando non era ancora nella sua configurazione definitiva. In seguito si è osservato un arresto programmato di circa cinque mesi per permettere l’installazione dei sistemi di supporto (back-up) e dei nastri trasportatori». «La situazione attuale non deriva né da un guasto né da un arresto imprevisto. Il settore interessato è noto da tempo per la sua complessità geologica ed era stato individuato come uno dei punti critici del tracciato», assicura il responsabile del cantiere. Difficoltà già dieci anni fa Si ricordano le difficoltà incontrate dieci anni fa sullo stesso tratto, durante lo scavo della galleria geognostica di riconoscimento. La fresa Fédérica, entrata in funzione nel luglio 2016, era stata fortemente rallentata da una zona carboniosa di circa 15 metri. TELT ne trae «un’esperienza [...] con difficoltà analoghe» e assicura che questa ha permesso di anticipare «questo tipo di situazione». «Le squadre stanno mettendo in atto le operazioni necessarie per mettere in sicurezza l’attraversamento di questa zona e consentire una ripresa progressiva delle prestazioni di scavo una volta superato questo tratto».

Diversi tentativi senza avanzamento

Elementi raccolti da Le Progrès confermano questa versione. Per Fédérica la pausa era durata due mesi. Per Viviana la situazione appare particolarmente complicata, in una zona definita scistosa. Un documento interno datato maggio 2026 segnala uno slittamento della pianificazione e una mancanza di visibilità. Contiene dati numerici che confermano lo scarto tra la realtà e le previsioni, a partire dallo smaltimento dei detriti, avvenuto in quantità molto inferiore rispetto alle stime iniziali. Una persona coinvolta nel cantiere parla di «diversi tentativi senza avanzamento». Con 244 metri percorsi in dieci mesi in direzione dell’Italia, anche ammettendo la pausa programmata di cinque mesi, Viviana dovrà recuperare terreno per non accumulare ritardo… «Gli scavi proseguono in parallelo su tutti i cantieri, con 15 fronti attivi in totale. Questa fase non rimette in discussione il calendario complessivo del progetto e non induce TELT a rivedere i propri costi», rassicura ancora il committente.

Meno del 20% dei tubi scavato per le gallerie principali 

Sempre controversa

La linea Lione-Torino resta oggetto di polemiche. Alcuni la considerano un’alternativa necessaria per spostare migliaia di camion sulla rotaia. Altri denunciano questo enorme cantiere come uno spreco finanziario e un danno rilevante per l’ambiente della Maurienne.

Ritardi, e forse ancora di più

Dopo essere stata oggetto di un vero e proprio impegno da parte della Francia nel 2007, e poi di un accordo con l’Italia nel 2012, i lavori sono realmente iniziati nel 2016. Da allora hanno accumulato ritardo. Nel 2012 si prevedeva la fine del cantiere per il 2025. Secondo TELT ora sarebbe nel 2033. Ma a maggio il COI (Consiglio di orientamento per le infrastrutture francese) ha stimato che sarà piuttosto il 2035.

Ancora l’80% da realizzare nelle gallerie principali

Restano da scavare più di due terzi dei 164 chilometri di gallerie previsti per l’intero progetto. Per le canne sotto le quali dovranno passare i treni, la quota di lavoro ancora da fare è più consistente: si tratta di 57,5 chilometri con due tubi, quindi 115 chilometri. Su queste due gallerie principali, al massimo sono stati scavati 21 km, ossia meno del 20% del totale.


Per INFO ecco cosa scriveva TELT il 

La nuova TBM è stata lanciata dai ministri dei Trasporti di Francia e Italia Philippe Tabarot e Matteo Salvini.

Ecco Viviana, lo scavo meccanizzato riparte in Maurienne

Si chiama Viviana la prima delle sette frese di TELT che scaveranno il tunnel di base del Moncenisio. La sua missione è realizzare i 9 km del tubo nord tra Saint-Martin-La-Porte e La Praz, in Francia. Seguendo la tradizione, la fresa è stata battezzata con un nome femminile: Viviana, in onore della moglie di Mario Virano, primo direttore generale di TELT scomparso nel giugno 2023. La cerimonia si è svolta in presenza del management di TELT, dei lavoratori e delle imprese francesi e italiane, e ha visto la partecipazione del Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro italiano delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, e del Ministro dei Trasporti francese, Philippe Tabarot, i quali svelandone il nome hanno simbolicamente firmato la testa della fresa.

Viviana,  progettata, costruita e assemblata nello stabilimento Herrenknecht di Schwanau (Baden-Württemberg), è il risultato di una collaborazione internazionale che coinvolge numerose aziende europee, una decina delle quali italiane e francesi.

Con i suoi 180 metri di lunghezza, un diametro di 10,4 metri e un peso di 2.300 tonnellate, questa macchina è studiata ed equipaggiata per affrontare le sfide di questa grande opera.  La testa di scavo è dotata di 61 cutter che, avanzando nella montagna, frantumano la roccia.  Dopo il suo passaggio, Viviana posa direttamente i conci di cemento armato (8 segmenti) per garantire la stabilità della galleria dove passeranno i treni tra Italia e Francia.  Si tratta di una vera e propria fabbrica viaggiante, composta da 10 rimorchi, che trasporta in superficie la roccia, tramite un sistema di nastri trasportatori integrati, ottimizzando il processo di scavo e di riutilizzo dei materiali estratti.  Grazie alla sua potenza di 8.100 kW, Viviana avanzerà a una velocità che va dai 300 ai 450 metri al mese.

Il cantiere è attivo 24 ore su 24: una quindicina di professionisti a bordo della fresa ne assicurano il funzionamento e supervisionano le operazioni necessarie alla realizzazione del tunnel.


Ricordiamo che la TBM fu collaudata nello stabilimento in Germania il 6 ottobre 2023