Work in Progress – I documenti forniti da TELT su carta non sono ancora stati trasformati in file

La richiesta del secondo finanziamento europeo (qui il primo del 2008) per la Torino-Lione si è svolta mediante:

- L’invio il 24 febbraio 2015 da parte di Italia e Francia di una Lettera di Richiesta alla Commissaria europea ai Trasporti Violeta Bulc, qui i testi in italiano e in  francese,

- e il contemporaneo invio degli allegati, ossia i formulari ufficiali richiesti dalla Commissione europea/INEA con la documentazione tecnica a supporto.

Nel corso degli anni l’accesso a questo voluminoso Dossier è stato richiesto al MIT – Ministero delle Infrastrutture e Trasporti italiano che agisce anche per conto del Ministero francese, e all’Unione europea. L’accesso è stato sempre respinto con varie motivazioni (qui quella della UE), sorprendente quella del MIT che affermava di non averlo nei suoi archivi. Ricordiamo che la legge italiana impone agli enti sollecitati di fare le ricerche e di trovare i documenti, come il MIT ha poi fatto nel mese di ottobre 2020. Solo la lettera in francese firmata dai due ministri il 24 febbraio 2015 e inviata alla Commissaria europea Violeta Bulc è stata reperita (febbraio 2016) attraverso ricerche sulla rete.

A seguito di una ulteriore richiesta fatta il 28 agosto 2020 al MIT, ai sensi del D. Lgs. n. 33 del 14 marzo 2013, il DOSSIER 24 febbraio 2015 è stato parzialmente reso pubblico da TELT il 7 ottobre 2020. Ciò conferma che il MIT (sotto ogni Governo) aveva mentito dichiarando di non sapere dove fosse  “archiviato” il Dossier di Finanziamento.

Come conseguenza della “censura” di una parte dei documenti i controllori di diritto delle attività della Commissione europea – i cittadini elettori o eletti e le Istituzioni di Controllo (Corte dei Conti europea  e OLAF) – sono impediti nel loro libero agire.

La consegna dei documenti è avvenuta dopo 40 giorni dalla domanda. Resta oscuro il motivo per il quale TELT si è sostituita al MIT nella consegna del Dossier.

Qui la giustificazione dell’importo del Finanziamento concesso al progetto attraverso il Grant Agreement del 25 novembre 2015.

IL DOSSIER Torino-Lione del 24 febbraio 2015

Elenco dei 40 Documenti ai quali è stato dato accesso da TELT

(1641 pagine su carta e 236 pagine su web)

PARTE A

A1 S72 – Presentazione della Valutazione Socioeconomica, it-fr (124 pagine)

PARTE B

Application Form Part B, en (9 pagine) (NOTA: firmato a Parigi il 6 gennaio 2015 da Mario Virano)

PARTE C

C1: Dichiarazione di Utilità Pubblica (DUP) del 18/12/2007, fr (2 pagine)

C2: Dichiarazione di Utilità Pubblica (DUP) del 30/3/2011, fr (3 pagine)

C3: Sintesi non tecnica dello Studio d’Impatto Ambientale (SIA) presentato nel dossier di indagine per la dichiarazione di pubblica utilità (EDUP) 2006, fr (117 pagine)

C4: Sintesi non tecnica del SIA del dossier EDUP complementare di Villarodin Bourget 2011, fr (50 pagine)

C5: Sintesi non tecnica dello SIA del Progetto Preliminare in variante, it (118 pagine)

C6: Sintesi non tecnica della revisione del SIC del Progetto Definitivo, it (163 pagine)

C7: Sintesi non tecnica del SIA dello svincolo della Maddalena, it (31 pagine)

C8: Sintesi non tecnica del SIA della Ricollocazione dell’Autoporto di Susa, it (36 pagine)

C9: Sintesi non tecnica del SIA della Rilocalizzazione di una pista di guida sicura sita in area Autoporto Susa, it (16 pagine)

C10: Parere del Ministro dell’Ecologia e dello Sviluppo in data 22 marzo 2006, fr (7 pagine)

C11: Parere dell’autorità ambientale, in applicazione dell’articolo L122-1 del Codice dell’ambiente e del decreto n. 2009-496, fr (8 pagine)

C12: Parere della Regione Piemonte, it (32 pagine)

C13: Parere MiBACT 30262 del 2 dicembre 2014 del Ministero per i Beni e le attività Culturali del Turismo, it (27 pagine)

C14: Parere del 12 dicembre 2014 della Commissione Tecnica per la Valutazione di impatto ambientale VIA-VAS del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, it (265 + 72 pagine)

C15: Dossier d’incidenza sui siti Natura 2000, fr (136 pagine)

C16: Lettera del 23/12/2014 del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, it (1 pagina)

C17: Decreto prefettizio di autorizzazione del 12 febbraio 2007, fr (74 pagine)

C18: Decreto prefettizio aggiuntivo del 4 marzo 2011, fr (24 pagine)

C19: Parere dell’Autorità di Bacino del Po, it (5 pagine)

C20: Delibera CIPE 57/2011, it (8 pagine)

C21: Approvazione dell’Autorità di Bacino del Po, it (5 pagine)

C22: Richiesta di certificazione spedita da LTF (diventata TELT) all’Autorità di Bacino del Po, it (1 pagina)

C23: Verbale della seduta del CIPE del 20 febbraio 2015, it (2 pagine)

C24: Lettera di certificazione Water Framework Directive 200/60/CE, it (1 pagina)

PARTE D

MODULO APPLICATION FORM PART D, it – fr (243 pagine)NOTA: le pagine da 40 a 63, essenziali per capire i costi del progetto e il crono-programma dei lavori  sono state censurate. TELT, attraverso la secretazione, non può tuttavia evitare il giudizio di “pessima esecuzione” per non essere stata capace di portare avanti con successo la missione per la quale è stata costituita. La Corte dei conti europea lo ha stabilito nel suo Rapporto Speciale n. 10/2020 segnalando al punto 53 il ritardo di 15 anni nell’esecuzione dei lavori del progetto Torino-Lione.

 D1: Accordo Binazionale italo-francese del 30 gennaio 2012, it (24 pagine)

 D2: Allegati Accordo Binazionale italo-francese del 30 gennaio 2012, it (8 pagine)

 D3: Accordo per l’avvio dei lavori  definitivi della sezione transfrontaliera, it (7 pagine)

D4: Accordo italo-francese del 15 gennaio 1996, fr (2 pagine)

 D5: Accordo italo-francese del 29 gennaio 2001, it (11 pagine)

 D6: Statuto della società Lyon Turin Ferroviaire (diventata Tunnel Euralpin Lyon Turin), fr (15 pagine)

 D7: Decisione CIG del 14.12.2012, it-fr (13 pagine)

 D8: Decisione n. 884/2004/CE del 29 aprile 2004, fr (55 pagine)

 D9: Regolamento UE n°1316/2013, it (55 pagine)

D10: Statuto del Promotore TELT , fr (23 pagine)

D11: Regolamento Interno di attività negoziali, it (10 pagine)

D12: Lettera italo-francese del 24 febbraio 2015, it (2 pagine)

PROTOCOLLO ADDIZIONALE ALL’ACCORDO DEL 24/02/2015, it (9 pagine)

Elenco dei 5 Documenti ai quali non è stato dato accesso da TELT

La motivazione del diniego all’accesso è riferita agli articoli del D.lgs 33/2013 indicati. Il n. di pagine è sconosciuto.

PARTE A

1) MODULO A1 (Art. 5-bis, comma 1, lettera a)

2) MODULI A2.1 e A2.2 (Art. 5-bis, comma 2, lettera a)

3) MODULO SIGNALETIQUE FINANCIERE, fr (Art. 5-bis, comma 2, lettera a)

4) MODULO IDENTIFICAZIONE FINANZIARIA, it (Art. 5-bis, comma 2, lettera a)

PARTE D 

5) MODULO APPLICATION FORM PART D : Diniego limitato alle 24 pagine da 40 a 63 (Art. 5-bis, comma 1, lettera a)

Il contenuto di queste 24 pagine è stato censurato da TELT, ma si può dedurre che contengono i costi e il crono-programma  dei lavori per i quali Italia e Francia chiedono il finanziamento dell’Unione Europea dal fatto che nelle 1853 pagine leggibili non si trovano né i costi né il crono-programma.

INEA ha però comunicato pubblicamente il montante dei costi il 10 agosto 2015 che ora TELT nasconde: € 3.060.000.000. In questo Post ci sono tutti i dettagli Il Dossier di Finanziamento della Torino-Lione del 24 febbraio 2015, commenti.

Il Crono-programma dei lavori – definito dopo il pesante taglio del 37,4% del finanziamento imposto a TELT da INEA,- era visibile nel Grant Agreement del 25 novembre 2015.

Motivi del Diniego, con rifermento al D.lgs 33/2013

Art. 5-bis, comma 1, lettera a) : Valutate le indicazioni pervenute da parte dell’Autorità preposta alla tutela della Pubblica Sicurezza, si ritiene concreto il rischio che l’ostensione del documento – dal quale può evincersi la scansione temporale delle attività connesse alla realizzazione dei lavori – generi effetti lesivi dell’ordine e della sicurezza pubblica, interessi a presidio, in generale, dell’incolumità delle persone (come anche precisato dall’ANAC nelle Linee Guida adottate con delibera n. 1309 del 28/12/2016)

Art. 5-bis, comma 2, lettera a) : L’ostensione di tali moduli determinerebbe un pregiudizio concreto alla protezione di dati personali in conformità alla discipline in materia. Tali moduli contengono unicamente dati identificativi e di contatto: non è quindi ipotizzabile un accesso parziale.