L’Accordo della COP del 2015 di Parigi ha stabilito che per ottenere il contenimento dell’aumento di temperatura globale della Terra entro 2°C al 2100 i Paesi firmatari si impegnano a ridurre le emissioni globali a partire dal 2020.

Qualsiasi strategia che si proponga di ottenere una riduzione immediata dei consumi energetici (come ad esempio la riqualificazione energetica degli edifici e l’installazione di impianti per produrre energie rinnovabili) è da preferirsi rispetto alle Grandi Opere come la Torino-Lione che già durante la fase di cantiere emettono gigantesche quantità di CO2.

Non è sempre e a priori vero che una ferrovia dia luogo ad una minore emissione di CO2 di una strada: dipende dalle emissioni durante tutto il suo ciclo di vita, quindi in fase di realizzazione, dai tempi di ritorno e dalle condizioni di esercizio, di manutenzione e del suo eventuale smantellamento.

Per il tunnel ferroviario di base della Torino-Lione – lungo 115 km e composto da due canne di 57,5 km cadauna – non è stato rilasciato dai proponenti alcun studio certificato di bilancio di carbonio che dimostri che l’opera possa ridurre effettivamente le emissioni climalteranti derivanti dal trasporto delle merci su tale nuova tratta come essi affermano.

La dimensione del cantiere del tunnel di base (scavo totale di 42 milioni di m3 di materiali), l’elevata potenza dei treni, nonché i consumi energetici per il raffreddamento e la ventilazione del tunnel di base tra Italia e Francia in fase di esercizio (circa 190 GWh/anno, pari alla domanda di circa 70.000 famiglie) vanificherebbero ogni eventuale futuro risparmio di emissioni serra.

Tale obiettivo è peraltro già raggiungibile oggi utilizzando la linea esistente a doppio binario via tunnel del Fréjus.


THE TURIN-LYON IS A CLIMATE CRIME

The agreement of the COP 2015 in Paris has established that in order to achieve the containment of the global temperature increase of the Earth within 2°C to 2100 the signatory countries commit themselves to reduce global emissions from 2020.

Any strategy that aims to achieve an immediate reduction in energy consumption (such as the energy requalification of buildings and the installation of systems to produce renewable energy) is preferable to Mega Projects such as Turin-Lyon, which already emit gigantic quantities of CO2 during the construction phase.

It is not always and a priori true that a railway gives rise to lower CO2 emissions than a road: it depends on emissions during its entire life cycle, i.e. during construction, return times and conditions of operation, maintenance and possible dismantling.

For the Turin-Lyon base railway tunnel – 115 km long and consisting of two tubes of 57.5 km each – no certified carbon balance study has been issued by the proposers to show that the project can effectively reduce the climate-altering emissions resulting from the transport of goods on this new route, as they claim.

The size of the base tunnel construction site (total excavation of 42 million m3 of materials), the high power of the trains, as well as the energy consumption for cooling and ventilation of the base tunnel between Italy and France during operation (about 190 GWh/year, equal to the demand of about 70,000 households) would frustrate any possible future greenhouse emission savings.

This objective can already be achieved today by using the existing double-track line via the Fréjus tunnel.