Con riferimento all’iniziativa del PD di Torino organizzata dal Deputato Stefano Esposito e dal Dirigente della Provincia di Torino arch. Paolo Foietta, abbiamo chiesto ai professori Sergio Ulgiati dell’Università Parthenope di Napoli e Angelo Tartaglia del Politecnico di Torino, due tra gli estensori dell’Appello a Monti, il loro commento.

Secondo Esposito e Foietta, il “Movimento No TAV avrebbe dato grande enfasi mediatica a un Appello rivolto al Presidente Mario Monti per un ripensamento del progetto della Torino-Lione” . I due esponenti del Partito Democratico di Torino, che pongono la domanda se “Il Politecnico di Torino è da considerarsi una centrale di elaborazione del pensiero NoTav”, hanno investito il loro tempo in una ricerca per capire “quanti tra i sottoscrittori hanno competenze specifiche in materia di infrastrutture, trasporti, logistica, economia” e “A quali e a quanti atenei appartengono i sottoscrittori”.

Sergio Ulgiati - In sostanza, il Partito Democratico, dopo la “batosta Grillo”, ha deciso di perdere ancora altri voti falsando sempre di più la realtà. Cosa non si farebbe per mantenere gli appalti. Il nostro Appello è stato firmato da 360 accademici e professionisti (ossia tecnici, ma non tutti accademici). Tra questi, non solo tecnici dei trasporti, ma anche economisti, sociologi, ecologi, ecc. come  è giusto che sia in una questione che coinvolge una vallata e un Paese intero in maniera ampiamente complessa. Questi nomi e le relative affiliazioni sono da noi stati resi pubblici, in omaggio alla trasparenza che noi abbiamo sempre usato e loro mai.

Nelle nostre liste sono anche presenti un certo numero di dottorandi e contrattisti, ossia la crema della ricerca italiana, quelli su cui si piange quando se ne vanno all’estero. Abbiamo cancellato, per correttezza, i firmatari che erano impiegati dell’Università, ma non tecnici (erano pur sempre cittadini, tuttavia…).  Sul sito del Politecnico di Torino sono presenti tutti gli atti di due importanti convegni scientifici che hanno discusso l’opportunità di realizzare la nuova Linea Ferroviaria Torino-Lione. L’Appello al Presidente Monti ha avuto 360 firme di tecnici e altre 700 di cittadini “qualsiasi”. In seguito, altre 15.664 persone hanno firmato un secondo appello riempiendo ben 157 pagine. Tra questi ci sono altri 1402 tecnici, di cui una buona metà accademici (ma anche gli altri, sempre tecnici sono … ingegneri, geologi, ecc.) certamente molto più competenti di questi esponenti del PD che hanno convocato la conferenza stampa e che hanno scopiazzato il blog di Zuliani. Chi del PD vuole controllare, può andare sul sito dell’appello dei 15.664 e cominciare a contare … Ma cosa ne pensano i tanti militanti del PD che non sono coinvolti negli appalti? Hanno nulla da dire ai loro dirigenti?

Angelo Tartaglia - Questi signori non sembra abbiano nulla da dire nel merito delle osservazioni che i “tecnici accademici” fanno, infatti il loro libro si limita a collazionare documenti non nuovi di origine governativa sempre evitando di produrre argomenti di merito a supporto di previsioni che non stanno in piedi. In compenso, grazie in particolare a loro, il PD, filone PCI-PDS-DS in specifico, si sta trasformando nel partito proTAV per antonomasia. Le tecniche sono quelle della propaganda politica: manifesti per le strade di Torino pagati da chi? Dal PD come partito (visto che si usano gli spazi per l’affissione politico-ideologica)? o dal sig. Esposito, parlamentare della repubblica? o da entrambi gli autori? Il motto dei loro interventi (motto che ha una lunga tradizione politica) è: se non puoi screditare gli argomenti del tuo interlocutore cerca di screditare lui.
Forse però non hanno ancora percepito che la politica in Italia è stata ridotta dai partiti, incluso il loro, ad un livello di credibilità infimo e che molti si sono stufati dei giochi delle parti e dei colpi di teatro della propaganda. Se sono in grado di spiegare il mistero dei 600.000 camion in meno che invece sono un milione e mezzo in più, dei modelli matematici con miracolosi parametri moltiplicativi che ciononostante non riescono a produrre una economicità positiva, dei mirabolanti aumenti di traffico che comporterebbero in venti/trent’anni una saturazione dell’intero arco alpino e di conseguenza di tutta la rete di distribuzione quantomeno dell’Italia del Nord, delle incongruenze tra sistemi di alimentazione della rete merci ordinaria in Francia e Italia rispetto a quella nel tunnel di base, e così via, LO FACCIANO. Il resto lascia il tempo che trova. In ogni caso sarebbe bene che insieme a gran parte della classe politica del paese pensassero a trovarsi un lavoro. In università non credo che potrebbero entrarci, se non iscrivendosi come matricole.