L’Italia scelse nel 2004 di finanziare la Francia per la costruzione del tunnel di base della nuova linea Torino-Lione, accettando di sostenere il 63% di tutti i costi del tunnel di base. 

Berlusconi incontrò infatti a Parigi il 5 maggio 2004 il Primo Ministro francese Raffarin e in quella circostanza i ministri dei Trasporti Pietro Lunardi e Gilles de Robien firmarono l’Accordo, definito Memorandum di intesa tra l’Italia e la Francia sulla realizzazione del nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione che stabiliva che il costo del tunnel sarebbe stato addebitato all’Italia per il 63%. Ercole Incalza era capo della struttura tecnica di missione del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e ha dimostrato anche in quel frangente la sua abilità di servire a rovescio gli interessi dei contribuenti italiani.

Tale ripartizione asimmetrica dei costi fu presentata a quell’epoca come la contropartita del maggiore esborso della Francia che si era impegnata a costruire a sue spese due ulteriori gallerie per 33 chilometri (Belledonne e Glandon) sul suo territorio mentre l’Italia ne avrebbe costruita una sola (Orsiera, di 18 chilometri) sul tracciato nazionale. L’Italia e la Francia hanno da anni e unilateralmente deciso di non realizzare queste gallerie perché troppo costose, confermando ulteriormente l’inutilità della Torino-Lione che si ridurrebbe ad essere un tunnel ferroviario AV/AC a servizio di una linea ferroviaria standard.

Questo Memorandum è stato nascosto ai cittadini e non è presente negli archivi del MIT e del Ministero francese dei Trasporti,

Il 27 settembre 2011 è stato firmato a Parigi da Thierry Mariani, ministro incaricato dei Trasporti e Altero Matteoli, ministro del MIT italiano un altro Accordo che ha leggermente modificato le percentuali del Memorandum del 2004: Italia 57,9% e Francia 42,1%.

L’Accordo del 2011 non è stato citato nei “considerato” dell’Accordo di Roma del 30.1.2012 (Art. 18) che ha confermato la nuova e asimmetrica ripartizione dei costi tra Italia e Francia (57,9% e 42,1%).

Anche questo “Accordo” è stato nascosto ai cittadini, non è presente negli archivi del MIT e del Ministero francese dei Trasporti.

La galleria sarà lunga 57,5 chilometri dei quali 45 di proprietà francese e 12,5 di proprietà italiana. Di fronte alla proprietà del 21%, l’Italia dovrebbe pagare circa il 58% di tutti i costi.

Il risultato della “sottomissione” dell’Italia alla Francia produrrebbe, se fosse scavato il Tunnel di base, un esborso di risorse pubbliche italiane di oltre € 2,2 miliardi a favore della Francia.

Per essere più chiari, la Francia dovrebbe investire per ogni suo chilometro € 60 milioni, mentre l’Italia dovrebbe investirne ben 280 di milioni, circa 4,7 volte in più.