La perdita dei fondi Europei e le responsabilità di TELT

 La Commissione europea sta studiando un Piano B

In relazione all’attuale situazione “di messa in pausa” del progetto Torino-Lione da parte della Francia e dell’Italia, che potrebbe procurare alcuni ritardi, il portavoce della Ue dr. Enrico Brivio ha affermato ieri 6 dicembre 2018 a Bruxelles che La Commissione Ue non può escludere di dover chiedere all’Italia di restituire i contributi CEF già sborsati se non possono essere ragionevolmente spesi in linea con le scadenze dell’accordo di finanziamento, in applicazione del principio ‘usare o perdere i fondi’ “.

Il Regolamento CEF non prevede che TELT debba restituire i contributi ricevuti e utilizzati, ma ovviamente, se vi sono fondi trasmessi a TELT come acconto di tesoreria, non vi sarebbe nessun problema ad applicare per tali acconti la clausola “use it or lose it”.

Sappiamo che TELT ha già accumulato un forte ritardo negli attuali lavori in corso prima ancora che i ministri Toninelli e Borne decidessero congiuntamente il 3 dicembre una pausa di riflessione, ma siamo pronti a ricevere da TELT il cronoprogramma che dimostra che tutti i fondi promessi indicati nel Grant Agreement potranno essere utilizzati entro il 31 dicembre 2019.

La Commissione tecnica Torino-Lione, che segue da vicino i lavori in corso, informa che i lavori banditi e non aggiudicati da parte di TELT, tutti relativi a lavori preliminari, ammontano ad un valore di 352 milioni di € cui aggiungere 19,5 milioni di € per la direzione lavori dal lato Italia. L’Unione Europea non ha titolo a richiedere fondi già spesi per altre opere, quali le discenderie e i tunnel geognostici già realizzati o, sul suolo francese, attualmente in corso.

I lavori in corso in Francia riguardano il tunnel geognostico (così è ufficialmente qualificato sul bilancio di TELT) che collega la discenderia di Saint Martin La Porte e La Praz il quale è giustificato dalla presenza di faglie da caratterizzare.

Il portavoce della Commissione europea ha informato i media che la Commissione europea, con riferimento agli sviluppi delle negoziazioni tra l’Italia e Francia sul futuro del progetto, sta già studiando il Piano B.

Il dr. Brivio ha infatti affermato che “A seconda degli sviluppi nelle prossime settimane, nella prima parte del prossimo anno potrebbero diventare necessarie modifiche all’accordo di finanziamento per variare l’ambito dei lavori e i suoi tempi”.

Come indicato nel GRANT AGREEMENT del 25 novembre 2015 i fondi europei concessi all’Italia e alla Francia per € 813,781 milioni devono essere utilizzati da TELT entro il 31 dicembre 2019. Comprendono attività geognostiche o accessorie (Fase 1) e fondi per lo scavo del tunnel di base (Fase 2).

Ma, per iniziare i lavori della Fase 2, occorre tuttavia che l’Italia e la Francia dimostrino di aver stanziato tutti i fondi per completare lo scavo del tunnel (art. 16 dell’Accordo di Roma del 30 gennaio 2012).

Tuttavia, alcuni fondi della Fase 1 non potranno essere utilizzati se i relativi lavori non saranno completati entro il 31 dicembre 2019, sulla base del principio dell’Unione europea “use it or lose it”. Più probabilmente la loro erogazione sarà rinviata, sempre che il progetto non sia nel frattempo annullato.

Ricordiamo che già nel 2013 LTF (ora TELT) era incorsa nello stesso infortunio, come illustrato in questo Rapporto.

È da ribadire tuttavia che in caso di annullamento del progetto, la UE non avrebbe alcun diritto a richiedere all’Italia o alla Francia la restituzione dei fondi già utilizzati.

Da mesi PresidioEuropa No TAV ha allertato l’opinione pubblica sui ritardi accumulati da TELT, argomentando la probabile difficoltà/incapacità di TELT ad eseguire i lavori previsti in questa fase.

Ma vi è anche un’altra ipotesi: TELT non è stata capace fin dall’inizio a comunicare alla Commissione europea una corretta programmazione delle varie fasi dei lavori.

TELT da settimane fa campagna di promozione per la Torino-Lione utilizzando il denaro pubblico che dovrebbe essere invece impiegato per costruirla.

TELT non dovrebbe fare propaganda ma solo condurre responsabilmente i lavori affidatigli dall’Italia e dalla Francia, rispettando i tempi che essa stessa ha previsto, e comunicare responsabilmente ogni difficoltà incontrata strada facendo.

Perché i servitori dello Stato italiano e francese che siedono nel Consiglio di Amministrazione di TELT, invece di dirottare denaro pubblico nella propaganda, non mettono subito a disposizione i dati di bilancio, insieme a tutta la documentazione che consenta all’opinione pubblica di giudicare il loro operato?

Stiamo parlando del cronoprogramma, degli stati di avanzamento dei lavori, dei consuntivi presentati alla Ue per il rimborso, dei rimborsi ricevuti o respinti, delle gare di appalto assegnate, di quelle che TELT vorrebbe assegnare.