Comunicato Stampa

19 febbraio 2014

IL MOVIMENTO NO TAV HA UN DNA POPOLARE E DI MASSA, PRATICA A VISO APERTO LA DISOBBEDIENZA CIVILE, SENZA SPAZIO ALCUNO PER LA VIOLENZA CONTRO LE PERSONE


A pochi giorni dalle manifestazioni nazionali previste per sabato 22 febbraio, in piena campagna di raccolta fondi per le spese legali del MOVIMENTO No TAV, in un momento di grande rilancio della lotta civile, popolare, nonviolenta contro LO SPRECO DELLE RISORSE E CONTRO LE GRANDI OPERE INUTILI E IMPOSTE che uniscono i resistenti di tutt’Italia e dell’Europa, i “poteri forti e più o meno occulti” rispondono con i soliti metodi TERRORISTICI vecchi di decenni.[1]

Abbiamo più volte ribadito che il DNA del Movimento NO TAV è quello di essere un movimento popolare, di massa e pronto a praticare, a viso aperto, le necessarie forme di disobbedienza civile ma senza  alcuno spazio per la violenza contro le persone.

Questa è la storia della nostra lotta ventennale, del nostro presente e del nostro futuro.

Nessuno ha alcun titolo e nessuno può permettersi di strumentalizzare  il Movimento No TAV e tantomeno di pensare di potersi sostituire al percorso di lotta che il Movimento NO TAV ha deciso e costruito, collettivamente, nella pratica quotidiana e a viso aperto.

Conosciamo troppo bene i mandanti di queste operazioni vecchie di quarant’anni.

Rispediamo al mittente (Governo & C.) queste deliranti follie.


[1] http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2014/02/19/Tav-lettera-Noa-lotta-armata-liberazione_10103955.html

Precisazione del 20 febbraio 2014:

Ecco il testo  messaggio inviato da Luca Giunti all’ANSA in merito alle minacce di morte indirizzate dai NOA a quattro sostenitori del TAV:

Apprendo dagli organi di informazione di una lettera firmata NOA con appelli all’insurrezione armata e condanne di morte a quattro persone. Chi scrive così è nemico del movimento notav. Anzi, è lontanissimo dalle sue posizioni e dalla sua storia.

Questi sedicenti liberatori in realtà soffocano ogni opposizione contro le opere imposte, inutili e devastanti proprio quando la consapevolezza della loro falsità cresce di giorno in giorno in tutt’Italia.

Una delle persone minacciate è un ingegnere di LTF. Per me, tecnico della Comunità Montana e delle Associazioni Ambientaliste, incaricato da anni di studiare e criticare i progetti della NLTL, quel dirigente è un “avversario”. Ritengo che sia in errore e sia al servizio di un progetto sbagliato.

Ma voglio sconfiggerlo con le idee, con il ragionamento, con i dati tecnici, con la passione e con lo studio.Per questo, chi vorrà ammazzarlo o fargli del male, troverà prima di tutto me a difenderlo. E, con me, molti altri notav.

Luca Giunti