LA FRANCIA RISPETTA GLI IMPEGNI E LE DISPOSIZIONI DEL TRATTATO? NO !

Per esercitare pressioni sul governo italiano affinché autorizzi l’avvio dei lavori finali del progetto Lione-Torino, la signora Elisabeth Borne ha dichiarato: https://twitter.com/Elisabeth_Borne/status/1103778032597241863

“La costruzione del tunnel transfrontaliero Lione-Torino e dei suoi accessi francesi è stata inserita nel piano di investimenti previsto dal disegno di legge sull’orientamento alla mobilità, attualmente all’esame del Senato francese.»

Questa dichiarazione è una risposta alle critiche mosse in Italia, secondo cui la Francia non rispetta le disposizioni dell’Accordo del 2012, in particolare perché:

- La Francia non dispone di finanziamenti, contrariamente a quanto disposto dall’articolo 16, che lo richiede,

- La Francia non fornisce all’Italia la contropartita (compensazione) promessa entro un periodo di tempo ragionevole per ottenere dall’Italia un finanziamento più elevato per il tunnel transfrontaliero (costruzione degli accessi francesi).

L’analisi del progetto di legge di orientamento dimostra che la dichiarazione del ministro non corrisponde alla realtà del testo della legge e che la Francia non fornisce alcuna prova della sua capacità di rispettare il trattato sui punti sollevati dall’Italia.

1. La Torino-Lione è inclusa nella legge?

https://www.ecologique-solidaire.gouv.fr/sites/default/files/2018.11.26_projet_loi_orientation.pdf

La risposta è no. La citazione “Lione-Torino” figura solo due volte nella relazione introduttiva nella forma seguente:

“La Francia intende inserirsi nel quadro dei trattati internazionali relativi alla costruzione della sezione transfrontaliera. Sono in corso scambi con l’Italia per specificare i termini e le condizioni di questo progetto, nell’ambito della società di progetto binazionale, che beneficerà di risorse dedicate per la partecipazione francese al finanziamento della sezione transfrontaliera.” Cfr. a pagina 22.

“Per quanto riguarda le nuove sezioni tra Lione e la sezione transfrontaliera del tunnel, si esamineranno ulteriormente le fasi rilevanti per far fronte nel tempo all’aumento del traffico.” Cfr. a pagina 23.

Le parole Lione o Torino non compaiono altrove nel testo della legge e dei suoi 44 articoli.

Non è pertanto in discussione alcuna disposizione legislativa specifica per il progetto Torino-Lione.

2. La costruzione del tunnel transfrontaliero Lione-Torino e degli accessi francesi è stata inclusa nel programma di investimenti?

Per scoprirlo, è necessario riprendere le disposizioni dell’articolo 30 della legge che “stabilisce la programmazione degli investimenti statali nel settore dei trasporti.»

In pratica, l’articolo 30 si limita a delineare “la strategia per gli investimenti nei trasporti” (l’ultimo paragrafo dell’articolo) in termini di programmazione, e rinvia alla relazione allegata da approvare con la legge.

3. La relazione allegata (alle pag. 99/106) illustra il programma di investimenti per il periodo 2019-2023 e fino al 2027, tratta del progetto Lione-Torino?

Ancora una volta, la risposta è negativa, poiché la relazione afferma: “Questa programmazione riflette scelte e priorità.»:

Ma dopo aver indicato le quattro scelte e le cinque priorità per la programmazione degli investimenti effettivi, occorre riferirsi all’ultima pagina (106) per leggere:

“Lo Stato si colloca nel nuovo approccio proposto dal Consiglio di orientamento delle infrastrutture (CIO)…” poi nell’ultimo paragrafo “È quindi sulla base dello scenario 2 che la costruzione di infrastrutture sarà effettuata e che il bilancio dell’AFITF sarà definito nei prossimi anni.»

4. Lo scenario 2 del Consiglio d’Orientamento delle Infrastrutture (COI) include tutto o parte del progetto Lione-Torino?

https://www.routesdefrance.com/wp-content/uploads/COI-rapport-VDEF.pdf

Ancora una volta la risposta è no.

La relazione del COI ha pubblicato tre pagine di tabelle che mostrano gli investimenti, progetto per progetto e periodo di investimento.

L’accesso francese al tunnel transfrontaliero Lione-Torino non figura nel piano di investimenti elaborato dal COI, in nessuno dei tre scenari trascritti alle pagine 77, 78 e 79 della relazione del COI.

Il motivo è semplice, poiché il COI lo ha spiegato per iscritto, indicando a pagina 83:

“Il COI ritiene che non sia stato dimostrato l’urgenza di intraprendere questi sviluppi, le cui caratteristiche socioeconomiche appaiono chiaramente sfavorevoli in questa fase. In particolare, il completamento di questi lavori può essere previsto solo nel quadro di una cronologia adeguata all’aumento reale del traffico merci sul collegamento Lione-Torino. Al momento opportuno, sarà necessario analizzare con precisione gli aumenti di traffico e affinare i modelli per innescare tali investimenti non appena le aspettative ci permetteranno di ritenere che essi siano effettivamente giustificati. Sembra improbabile che prima di dieci anni vi siano motivi per continuare gli studi relativi a questi lavori, che nel migliore dei casi saranno intrapresi dopo il 2038.»

Nella pianificazione degli investimenti non si fa menzione del tunnel transfrontaliero Lione-Torino e il COI fornisce la spiegazione a pagina 6 della sua relazione:

 ”i progetti per la costruzione di nuove infrastrutture, ad eccezione di alcuni grandi progetti trattati altrove: il canale Senna-Nord Europa, la rete Gran Paris Express, il Charles-de-Gaulle Express e la sezione internazionale del collegamento ferroviario Lione-Torino. Il loro finanziamento non è incluso negli scenari illustrati, che presentano anche un impatto sulla spesa pubblica ai sensi del trattato di Maastricht e sui prelievi obbligatori.

Lo studio d’impatto pubblicato dal Ministero dei Trasporti https://www.ecologique-solidaire.gouv.fr/sites/default/files/2018.11.26.Etude_impact.pdf conferma a pagina 283 (unica menzione del progetto Lione-Torino) che il finanziamento di questo progetto non è incluso nella programmazione e nella legge:

«…una previsione di 9,4 miliardi di euro destinati agli investimenti nel settore dei trasporti per lo stesso periodo 2019-2022, escluso il fabbisogno di finanziamento diretto del Canale della Senna Europa del Nord e Lione-Torino.»

CONCLUSIONE

A nostro avviso, non vi è alcun impegno da parte della Francia nella legge o nei documenti previsti dalla legge, né per la costruzione o il finanziamento del tunnel di base Lione-Torino, né per l’accesso francese al progetto Lione-Torino.

Il COI ha rinviato gli studi sull’accesso francese dopo il 2038, ben oltre i periodi previsti dalla legge (massimo 2027).

Anche il tunnel transfrontaliero non fa parte dei progetti di finanziamento selezionati dal Consiglio di orientamento delle infrastrutture (COI) e nessuna disposizione della legge stabilisce il finanziamento della sezione transfrontaliera del progetto Torino-Lione.

A nostro avviso, quindi, la dichiarazione del Ministro non si basa su alcun testo e non è confermata dai fatti.


LA FRANCE RESPECTE-T-ELLE LES ENGAGEMENTS ET DISPOSITIONS DU TRAITÉ ?

Pour faire pression sur le gouvernement italien afin qu’il autorise le lancement des travaux définitifs du projet Lyon-Turin, Madame Elisabeth Borne a déclaré : https://twitter.com/Elisabeth_Borne/status/1103778032597241863

« La réalisation du tunnel transfrontalier Lyon-Turin et de ses accès français ont été inscrits dans la programmation des investissements figurant dans le projet de loi d’orientation des mobilités, actuellement examiné au Sénat. »

Cette déclaration était une réponse aux critiques émises en Italie considérant que la France ne respectait pas les dispositions du traité notamment parce que :

-        La France ne dispose pas de la disponibilité des financements contrairement aux dispositions de l’article 16 qui l’exigent,

-        La France ne fournit pas dans un délai raisonnable à l’Italie la contrepartie promise pour obtenir un financement supérieur du tunnel transfrontalier par l’Italie (construction des accès français).

L’analyse du projet de Loi d’orientation montre que l’affirmation de Madame la Ministre ne correspond pas à la réalité du texte de Loi et que la France ne fournit effectivement aucune preuve de ce qu’elle est en mesure de respecter le traité sur les points soulevés par l’Italie.

1/ Le Lyon-Turin est-il inscrit dans la Loi ?

 https://www.ecologique-solidaire.gouv.fr/sites/default/files/2018.11.26_projet_loi_orientation.pdf

La réponse est non. La mention Lyon-Turin n’apparaît que dans l’exposé des motifs à deux reprises sous la forme suivante :

« La France entend se placer dans le cadre des traités internationaux concernant la réalisation de la section transfrontalière. Les échanges sont en cours avec l’Italie pour préciser les modalités de cette réalisation, dans le cadre de la société de projet binationale qui bénéficiera de ressources dédiées pour ce qui concerne la participation française au financement de la section transfrontalière. » à la page 22

« Concernant les sections nouvelles entre Lyon et la section transfrontalière du tunnel, les réflexions seront poursuivies pour déterminer les phasages pertinents afin de faire face dans la durée à l’accroissement des trafics. » à la page 23

Les mots Lyon ou Turin n’apparaissent à aucun autre endroit dans le texte de Loi et ses 44 articles.

Il n’y a donc aucune disposition législative en débat visant spécifiquement le projet Lyon-Turin

2 / La réalisation du tunnel transfrontalier Lyon-Turin et de ses accès français ont[-ils] été inscrits dans la programmation des investissements ?

Pour le savoir il convient de reprendre les dispositions de l’article 30 de la Loi qui « établit la programmation des investissements de l’Etat dans les transports. »

Dans les faits cet article 30 ne fait qu’énoncer « la stratégie d’investissements dans les transports » (dernier alinéa de l’article) pour ce qui est de la programmation, il renvoie au rapport annexé qui doit être approuvé avec la Loi.

3/ Le rapport annexé (page 99/106) établit-il la programmation des investissements pour la période 2019-2023 et jusqu’à 2027 et vise-t-il le projet Lyon-Turin ?

Une nouvelle fois la réponse est négative puisque le rapport indique « Cette programmation traduit des choix et des priorités. » :

Mais après avoir énoncé les quatre choix et les cinq priorités pour ce qui est de la programmation des investissements effectives il faut se rendre à la dernière page (106) pour lire :

« L’Etat s’inscrit dans l’approche nouvelle proposée par le Conseil d’orientation des infrastructures (COI)… » puis au dernier alinéa « C’est donc sur les bases de ce scénario 2 que la réalisation des infrastructures se fera et que le budget de l’AFITF sera construit au cours des prochaines années. »

4/ Le scenario 2 du Conseil d’Orientation des Infrastructures (COI) inclut-il tout ou partie du projet Lyon-Turin ?

https://www.routesdefrance.com/wp-content/uploads/COI-rapport-VDEF.pdf

Une dernière fois la réponse est négative.

Le rapport du COI a publié trois pages de tableau reprenant les investissements, les périodes d’investissement projet par projet.

Les accès français au tunnel transfrontalier Lyon Turin n’apparaissent pas dans la programmation des investissements établie par le COI, et ce, dans aucun des 3 scenarios retranscrits aux pages 77, 78 et 79 du rapport du COI.

La raison en est simple puisque le COI l’a expliquée par écrit en indiquant à la page 83 :

« Il [le COI] considère que la démonstration n’a pas été faite de l’urgence d’engager ces aménagements dont les caractéristiques socio-économiques apparaissent à ce stade clairement défavorable. La réalisation de ces travaux ne peut notamment aujourd’hui s’envisager que dans le cadre d’une chronologie ajustée à l’augmentation réelle du trafic de fret de la liaison Lyon-Turin. Il conviendra d’analyser le moment venu avec précision les accroissements de trafics et d’affiner les modélisations pour déclencher ces investissements dès lors que les anticipations permettront de considérer qu’ils deviennent effectivement justifiés. Il semble peu probable qu’avant dix ans il y ait matière à poursuivre les études relatives à ces travaux qui au mieux seront à engager après 2038. »

On ne trouve pas non plus mention du tunnel transfrontalier Lyon-Turin dans la programmation des investissements et le COI donne l’explication à la page 6 de son rapport :

 « les projets de construction d’infrastructures nouvelles, hormis certains grands projets qui ont été actés par ailleurs : le canal Seine-Nord Europe, le réseau Grand Paris Express, Charles-de-Gaulle Express et la section internationale de la liaison ferroviaire Lyon-Turin. Leurs financements ne sont pas inclus dans les scénarios présentés, mais ils pèsent également en termes de dépenses publiques au sens du traité de Maastricht et de prélèvements obligatoires.

L’étude d’impact publiée par le ministère des transports https://www.ecologique-solidaire.gouv.fr/sites/default/files/2018.11.26.Etude_impact.pdf confirme à la page 283 (seule mention du projet Lyon-Turin) que les financements de ce projet ne sont pas inclus dans la programmation et dans la Loi :

« …une prévision de 9,4 Md€ consacrés aux investissements dans les transports pour cette même période 2019-2022 hors les besoins de financements directs du Canal Seine Nord Europe et de Lyon-Turin. »

CONCLUSION

Il n’y a à notre sens, dans la Loi ou dans les documents énoncés dans la Loi, aucun engagement de la France, ni sur la réalisation, ni sur le financement du tunnel de base Lyon-Turin ou des accès français du projet Lyon-Turin.

Le COI a repoussé les études des accès français après 2038, bien après les périodes énoncées dans la Loi (2027 au maximum)

Le tunnel transfrontalier ne fait pas non plus partie des projets de financements retenus par le Conseil d’Orientation des Infrastructures (COI) et aucune des dispositions de la Loi n’établit le financement de la section transfrontalière du projet Lyon-Turin.

La déclaration de Madame la Ministre ne repose donc à notre sens sur aucun texte et ne se trouve pas confirmée par les faits.