Per mettere in evidenza il crescendo militarista dell’Unione europea, offriamo per documentazione una sintetica presentazione di decisioni europee e di affermazioni reperibili negli archivi dell’Unione europea.

I venti di guerra vengono preparati sempre con molto anticipo, assecondando il motto si vis pacem para bellum.

L’Unione europea, dopo aver constatato la sua difficoltà a “contare” politicamente nello scacchiere internazionale al pari della sua potenza economica e della sua insistente promozione dei principi economici del libero mercato e della concorrenza, ha da tempo manifestato ambizioni nella difesa militare, sempre asservite al sostegno di quegli stessi principi e soprattutto del Trattato Atlantico.

Tale ambizione è diretta a creare basi giuridiche e regolamentari perché prosperino nell’Unione la ricerca, l’industria e i servizi in ambito militare.

Per consolidare questa ambizione nel 2003 l’Unione europea introdusse la NATO nella bozza del “Trattato che istituisce una Costituzione per l’Europa” che fu abbandonato nel 2007, dove era scritto:

Articolo 40 – Disposizioni particolari relative all’attuazione della politica di sicurezza e di difesa comune

1. La politica di sicurezza e di difesa comune costituisce parte integrante della politica estera e di sicurezza comune, assicura che l’Unione disponga di una capacità operativa ricorrendo a mezzi civili e militari …  rispetta gli obblighi derivanti dal Trattato dell’Atlantico del Nord per alcuni Stati membri che ritengono che la loro difesa comune si realizzi tramite la NATO.

Nel Bilancio 2014-2020 dell’UE troviamo una previsione di spesa per € 15,67 miliardi per la Sicurezza e Cittadinanza, riferite in dettaglio a “asilo e migrazione, frontiere esterne, sicurezza interna” senza citare tuttavia le parole “difesa comune”. https://www.consilium.europa.eu/it/policies/the-eu-budget/long-term-eu-budget-2014-2020/https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32013R1311&from=it –  https://www.consilium.europa.eu/it/policies/the-eu-budget/long-term-eu-budget-2014-2020/

Il 7 giugno 2017 la Commissione europea ha lanciato il “Fondo europeo per la difesa (FES) per la ricerca nel settore della difesa e per lo sviluppo delle capacità, unitamente ad una proposta legislativa di regolamento che istituisce il Programma europeo di sviluppo industriale della difesa. https://eda.europa.eu/what-we-do/EU-defence-initiatives/european-defence-fund-(edf)

L’EDA – Agenzia Europea di Difesa è coinvolta nel Fondo Europeo per la Difesa (FES).

Nel novembre 2017, nell’ambito “dell’impegno a proteggere meglio i cittadini e a migliorare il contesto di sicurezza dell’Unione”, la Commissione europea e l’Alto rappresentante hanno proposto azioni per migliorare la mobilità militare all’interno dell’Unione europea. https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/IP_17_4385Joint Communication on improving military mobility in the EUEU Global Strategy for Foreign and Security Policy.

Nel marzo 2018 la Commissione europea presentò il primo Piano di Azione sulla Mobilità Militare (Action Plan on Military Mobility) perfacilitare il movimento di truppe e mezzi militari in ordine alla sicurezza dei cittadini europei e per costruire un’Unione più efficace, reattiva e unita”. https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/IP_18_2521

Ricordiamo che la decisione finale sull’istituzione del Fondo Europeo di Difesa è stata presa dal Consiglio e dal Parlamento europeo nel 2019/2020.

La trasformazione delle intenzioni in finanziamenti si constata nel Bilancio UE 2021-2027 dove è stato introdotto il Capitolo Sicurezza e Difesa per una spesa totale di € 14,9 miliardi dei quali 4,6 per la sicurezza, 7,9 per la Difesa, 1,7 per la Mobilità Militare e un margine da allocare di 0,7 miliardi.

Il Fondo per la difesa finanzierà per un terzo progetti di ricerca nel settore della difesa, in particolare attraverso sovvenzioni, e due terzi integreranno gli investimenti degli Stati membri cofinanziando i costi.

A proposito del capitolo di spesa della Mobilità Militare ad aprile 2022 abbiamo fatto un accesso pubblico ad un documento della Commissione europea che “contiene l’elenco delle porzioni delle linee ferroviarie e stradali TEN-T idonee per il duplice uso civile e militare già individuate dai servizi della Commissione nel 2019”. Rif. Gazzetta ufficiale dell’Unione europea https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:C:2021:276:FULL&from=BG è contenuto a pagine 6 paragrafo 23.

Ricordiamo che la decisione finale sull’istituzione del FES è stata presa dal Consiglio e dal Parlamento europeo nel 2019/2020 e il Fondo ha iniziato a funzionare il 1° gennaio 2021 con una dotazione di €7,9 miliardi di euro per il periodo 2021-2027, un terzo finanzierà progetti di ricerca nel settore della difesa, in particolare attraverso sovvenzioni, e due terzi integreranno gli investimenti degli Stati membri cofinanziando i costi per lo sviluppo delle capacità di difesa dopo la fase di ricerca.

La trasformazione delle intenzioni in finanziamenti si constata nel Bilancio UE 2021-2027 dove è stato introdotto il Capitolo Sicurezza e Difesa per una spesa totale di € 14,9 miliardi dei quali 4,6 per la sicurezza, 7,9 per la Difesa, 1,7 per la Mobilità Militare e un margine da allocare di 0,7 miliardi.

Tale accesso è stato negato con la motivazione che “Le istituzioni rifiutano l’accesso a un documento la cui divulgazione arrechi pregiudizio alla tutela dell’interesse pubblico, in ordine alla difesa e alle questioni militari”. E il documento richiesto riguarda la difesa e questioni militari perché “contiene informazioni sui requisiti concernenti le infrastrutture di trasporto e dati geografici”

Tuttavia in seguito abbiamo reperito:

-     il documento “Requisiti militari per la mobilità militare all’interno e all’esterno dell’UE” (Military Requirements for Military Mobility within and beyond the EU (11373/19) che offre qualche informazione su questo tema, sebbene gli allegati siano stati in gran parte censurati https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-11373-2019-INIT/en/pdf

- una tabella che contiene n. 22 progetti https://cinea.ec.europa.eu/system/files/2022-04/Military%20Mobility%20-%20funded%20projects.pdf per un totale di circa €330 milioni considerati finanziabili per il 2022 da CINEA ai sensi della Mobilità Militare, tra i quali due progetti in Italia per un importo totale finanziabile di circa € 12 milioni. https://cinea.ec.europa.eu/funding-opportunities/calls-proposals/2022-cef-transport-military-mobility-call_en

21-IT-TM-APo-APa740

Upgrading projects to 740m train lenght of Pontedera and Palmanova Stations

IT

RETE FERROVIARIA ITALIANA

7.750.000,00 €

3.675.000,00€

21-IT-TM-RELEVANT

Rehabilitation of bridges and Viaducts for civilian-military dual use infrastructures (ScanMed Corridor) – A2 motorway – Friddizza viaduct

IT

ANAS SPA

16.740.000,00€ 8.370.000,00€

L’ambizioso piano “Bussola strategica sulla sicurezza e la difesa”, approvato dal Consiglio europeo nel marzo 2022, ha sottolineato che: “L’aggressione militare della Russia contro l’Ucraina ha confermato l’urgente necessità di rafforzare sostanzialmente la mobilità militare delle nostre forze armate all’interno e all’esterno dell’Unione”. https://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2022/03/21/a-strategic-compass-for-a-stronger-eu-security-and-defence-in-the-next-decade/https://www.eeas.europa.eu/eeas/strategic-compass-security-and-defence-1_en

In vista di “nuovi impegni volti a rafforzare e investire in modo sostanziale nella mobilità militare”, la Commissione Europea ha chiesto un “piano d’azione ambizioso e rivisto entro la fine del 2022″.

Il successivo Action Plan on Military Mobility 2.0 è stato quindi lanciato il 10 novembre 2022, per rafforzare la cooperazione UE-NATO sulla mobilità militare, ad esempio sugli approvvigionamenti di carburante per il trasporto militare. https://defence-industry-space.ec.europa.eu/action-plan-military-mobility-20_en

Sulla base dei progressi compiuti dal lancio dell’iniziativa sulla mobilità militare nel 2017, questo nuovo Piano d’azione apre il prossimo capitolo di lavoro sulla mobilità militare per il periodo 2022-2026. Ampliato nella portata e proponendo misure aggiuntive, contribuirà a creare una rete di mobilità militare ben collegata, con tempi di reazione più brevi e infrastrutture e capacità di trasporto capaci, sicure, sostenibili e resilienti. https://www.europeansources.info/record/action-plan-on-military-mobility-2-0/

Come già accennato, nel Bilancio UE 2014-2020 non erano stati previsti fondi per la difesa comune, ma solo questa affermazione: “L’Unione ha competenza per la definizione e l’attuazione di una politica estera e di sicurezza comune, compresa la definizione progressiva di una politica di difesa comune”.

Di conseguenza nel Bilancio UE 2021-2027 sono stati previsti importi per la Difesa, che giudichiamo tuttavia modesti rispetto alle spese militari di USA, Cina e Russia, ma così la strada è aperta anche ai futuri aumenti.

Infatti, di fronte ad un investimento dell’Unione europea per la Sicurezza e Difesa nel settennato 2021-2027 di meno di €15 miliardi, questi sono gli importi stimati di spese militari nello stesso settennato, ipotizzati sulla base di quanto investito nel 2021, da: https://www.nato.int/nato_static_fl2014/assets/pdf/2022/6/pdf/220627-def-exp-2022-en.pdfhttps://www.archiviodisarmo.it/view/bRgmVlkjxIZ6Pl-jASfzkfLgeFaZk2r47s1y3ig0rSU/spesa-militare-sipri-2021.pdf

-      USA                     $ 5600 miliardi

-      Cina                     $ 2100 miliardi

-      Europa NATO        € 1750 miliardi singoli Stati Membri UE appartenenti alla Nato

-      Russia                  $   560 miliardi

per un totale di circa $10.000 miliardi.

Lo stanziamento Difesa della UE è di soli €9,64 miliardi e rappresenta lo 0,8% del Bilancio UE di € 1.210,89 miliardi e lo 0,066 % del PIL 2021 degli Stati Membri della UE (€ 14.500 miliardi).

Lo stanziamento indicato per la Difesa potrebbe però essere incrementato con l’importo nei sette anni di € 2,7 miliardi, che è la dotazione del fondo CFSP per “La politica estera e di sicurezza comune” (Common Foreign and Security Policy), che mira a preservare la pace e a rafforzare la sicurezza internazionale in conformità con i principi della Carta delle Nazioni Unite. https://fpi.ec.europa.eu/what-we-do/common-foreign-and-security-policy_en

Nello stile “di campione del liberismo economico”, la UE approva Fondi Europei per la Difesa e migliora la Mobilità militare, ossia crea le migliorie condizioni giuridiche, economiche, logistiche e burocratiche per fare le guerre più veloci!

Possiamo affermare senza tema di essere smentiti che l’Unione Europea è ormai divenuta una facilitatrice delle Guerre.

Vorremmo citare in conclusione alcune frasi e dichiarazioni contenute nel Comunicato stampa della Commissione europea che sintetizza quanto discusso il 18 maggio 2022 durante la riunione L’UE intensifica l’azione per rafforzare le capacità di difesa, la base industriale e tecnologica dell’UE: verso un quadro UE per gli appalti congiunti di difesa”. https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/IP_22_3143

“In risposta al mandato del Consiglio europeo al Vertice di Versailles del marzo 2022, la Commissione e l’Alto rappresentante e Capo dell’Agenzia europea per la difesa constatano che l’aggressione immotivata della Russia contro l’Ucraina ha implicazioni significative per la difesa europea, che sta portando ad un aumento della spesa militare da parte degli Stati membri.

Come conseguenza diretta dell’invasione russa dell’Ucraina, gli Stati membri hanno già annunciato aumenti dei bilanci della difesa per quasi 200 miliardi di euro in più nei prossimi anni. Sebbene questi aumenti siano essenziali, arrivano dopo anni di tagli sostanziali e di gravi sotto-investimenti. Dal 1999 al 2021, la spesa combinata per la difesa dell’UE è aumentata del 20% contro il 66% degli Stati Uniti, il 292% della Russia e il 592% della Cina. Senza un approccio coordinato, l’aumento della spesa rischia di portare a un’ulteriore frammentazione e di annullare i progressi fatti finora.

Verrà proposto per l’adozione rapida uno strumento a breve termine dell’UE per rafforzare le capacità industriali di difesa attraverso appalti congiunti, per sostenere gli Stati membri a colmare le lacune più urgenti e critiche in modo collaborativo, sulla base del lavoro della Task Force. La Commissione è pronta ad impegnare 500 milioni di euro del bilancio dell’UE in due anni per incentivare gli Stati membri ad affrontare queste esigenze in modo collaborativo”.

La Presidente della Commissione Ursula von der Leyen, che è stata ministro della difesa della Germania dal 2013 al 2019, ha dichiarato: ”L’Unione europea sta intensificando gli sforzi per costruire un’industria europea della difesa più forte.  Dobbiamo spendere di più per la difesa e dobbiamo farlo in modo coordinato. Oggi proponiamo misure concrete per rafforzare le nostre capacità di difesa e il vantaggio tecnologico militare della nostra base industriale europea, sulla base di un’analisi delle lacune negli investimenti per la difesa. Questa azione garantirà un contributo europeo più efficace alla NATO”.

Josep Borrell, Alto rappresentante e Capo dell’Agenzia europea per la difesa, ha dichiarato: “L’aggressione della Russia all’Ucraina ha cambiato il panorama della sicurezza in Europa. Molti stanno aumentando la spesa per la difesa, ma è fondamentale che gli Stati membri investano meglio insieme per evitare un’ulteriore frammentazione e affrontare le carenze esistenti. L’Agenzia europea per la difesa continuerà a svolgere un ruolo fondamentale nel sostenere gli Stati membri nell’individuare le lacune, promuovere la cooperazione e favorire l’innovazione nel campo della difesa. Se vogliamo forze armate europee moderne e interoperabili, dobbiamo agire ora”.

Thierry Breton, Commissario per il Mercato interno, ha dichiarato: “Sebbene gli Stati membri abbiano annunciato un aumento senza precedenti della spesa per la difesa, questo non compensa anni di massicci sotto-investimenti.  Oggi presentiamo una chiara tabella di marcia delle capacità di difesa in cui è più urgente investire insieme, meglio e in Europa. Per trasformare questa visione in realtà, proponiamo un quadro europeo per l’acquisizione congiunta sostenuto dal bilancio dell’UE. I nostri leader hanno chiesto azioni concrete e noi le presentiamo con un livello di ambizione reale”.

Per chi volesse approfondire rinviamo ai post in questo sito:

- Mobilità Militare europea: il ruolo della Torino-Lione

- Venti di Guerra 2.0 –> La Commissione europea ha presentato il 10 novembre 2022 il piano d’azione 2.0 della mobilita’ militare e della cyber-difesa