Il costo 2025 della Torino-Lione è di 14,7 miliardi di euro

Francia e Italia dovranno aumentare i loro contributi se vogliono l’inaugurazione del tunnel nel 2033

Il costo finale della Torino-Lione e la data di inaugurazione saranno scoperti dai nostri nipoti, se mai si farà questa Grande Opera Imposta. Ma i cittadini contribuenti hanno nel frattempo il diritto di conoscere questi dati.

La Corte dei conti europea segue da tempo l’evoluzione di questi enormi investimenti infrastrutturali e porta all’attenzione del pubblico delle analisi che confermano quanto da tempo vanno affermando gli “oppositori”: costi e tempi di realizzazione delle opere crescono a dismisura, ma i responsabili di tali derive hanno sempre a loro disposizione argomenti che li salvano da ogni critica e conseguenza.

Il 19 gennaio scorso la Corte dei conti europea ha pubblicato la Relazione Speciale 02/2026 Le infrastrutture di trasporto dell’UE, un aggiornamento della precedente Relazione speciale 10/2020 relativamente a otto progetti di trasporto finanziati dall’UE.

Per quanto riguarda il Calendario di messa in servizio della Torino-Lione la Corte ha valutato che l’inaugurazione prevista per il 2033 ha 18 anni di ritardo rispetto alla scadenza del 2015 fissata inizialmente. La Commissione europea si difende dalle critiche di mancata vigilanza sui ritardi e gli aumenti dei costi e afferma invece che oggi il ritardo è di soli tre anni perché l’opera sarà terminata nel 2033 rispetto al previsto 2030.

La Corte prevede tuttavia ulteriori ritardi perché l’inaugurazione dell’opera dipende direttamente dalla disponibilità di Italia, Francia e UE a finanziare i lavori. Con il ritmo dei finanziamenti UE erogati negli ultimi 10 anni, abbiamo stimato che ci vorranno ancora 50 anni per finire l’opera.

Per quanto riguarda i Costi la Corte informa che nel 2020 gli otto megaprogetti esaminati avevano subìto complessivamente un aumento reale dei costi (ovvero al netto dell’inflazione) del 47 % rispetto alle stime iniziali, innalzamento che oggi è quasi raddoppiato e ammonta a un +82 % medio.

TELT, il promotore della Torino-Lione, di fronte a queste informazioni che implicitamente hanno misurato il suo operato, ha affermato in un Comunicato del 19 gennaio “che il ritardo nella messa in servizio è di 3 anni e non di 18, e l’attuale costo di 11,1 miliardi di euro va confrontato con 8,6 miliardi e non con 5 miliardi”.

A questo proposito ricordiamo che TELT aveva annunciato nel 2017 l’inaugurazione certa del tunnel nel 2029, tra tre anni ! Nel link è possibile vedere la foto che ritrae un contatore dei giorni mancati all’inaugurazione del tunnel #TUNNELINAUGURATION2029 posto negli uffici TELT di Torino,

La manipolazione fa parte della narrazione che TELT porta avanti da sempre per imporre all’opinione pubblica l’inevitabilità, ancorché ritardabile a piacere, della Torino-Lione.

Mentre il costo a vita intera citato da TELT di 11,1 miliardi valuta 2012 è stato corretto dal ministro Edoardo Rixi il 13 marzo 2025 nel corso di una sua audizione al Parlamento 14,7 miliardi valuta 2025 che TELT si è ben guardata da pubblicare sul suo sito.

TELT manipola la realtà e nasconde il dossier di attualizzazione dei costi. QUI

E’ la stessa TELT che, temendo l’eventualità di rinviare di 50 anni l’inaugurazione della galleria ferroviaria di base, afferma nel Comunicato l’impegno “a completare il programma lavori e raggiungere gli obiettivi comuni, indipendentemente dalle modalità e dalle tempistiche di finanziamento dei singoli soggetti per l’intera infrastruttura”.

E’ difficile credere ad una tale apodittica affermazione, nessuna impresa che non disponga di mezzi propri come TELT ha mai realizzato i suoi obiettivi indipendentemente dall’erogazione e dal calendario dei finanziamenti.

Questa incredibile affermazione potrebbe invece confermare quanto l’ing. Manuela Rocca, Direttrice Generale Aggiunta TELT affermò in un’intervista del 21 novembre 2023 a PresidioEuropa che il contributo europeo può ridurre l’impegno degli Stati, quando presente, ma non è condizione necessaria per la garanzia della realizzazione dell’opera, e in applicazione degli Accordi, TELT si rivolge agli Stati per la copertura dei costi della fase realizzativa.”

Se così stanno le cose, Francia e Italia dovranno prepararsi ad aumentare i loro contributi se vogliono inaugurare il tunnel nel 2033.

Aspettiamo di conoscere il parere del ministro Salvini.